Le montagne più belle d’Italia

È opinione universalmente condivisa l’idea che l’Italia sia un territorio ricco di fascino e bellezza e, da questo punto di vista, anche le montagne del Bel Paese non sono da meno.

Dalle Alpi agli Appennini, è un continuo susseguirsi di vette affascinanti, paesaggi incontaminati e valli lussureggianti che danno testimonianza di luoghi pieni di storia, di incontro tra diverse culture e di panorami suggestivi.

 

Ma cosa rende così speciali le nostre montagne? Probabilmente non c’è un solo motivo ma, per comprendere meglio le ragioni di tanto appeal, può venirci in aiuto il grande alpinista Walter Bonatti quando afferma: ”Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna”.

 

E allora non ci resta che ammirare il fascino delle nostre montagne “da sogno” e capire perché, da sempre, esercitano tanta attrazione. Considerata una delle cime più suggestive al mondo e ritenuta la vetta simbolo per la nascita dell’alpinismo moderno, il Monte Bianco è la montagna è più alta di tutto il Vecchio Continente e ha ispirato opere di grandissimi autori della letteratura di tutti i tempi come Wordsworth, Coleridge, Shelley ed in particolar modo le opere Quarantième ascension française au Mont-Blanc di Jules Verne e La legenda dei secoli di Victor Hugo.

 

Proprio per questa sua speciale fascinazione verso intellettuali e appassionati, venne deciso di istituire nel 1874 il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”, sito al termine della salita dei Cappuccini a Torino. Con il tempo, è diventato il polo culturale per eccellenza quando si parla di montagna e ospita numerosi reperti legati a imprese alpinistiche senza dimenticare che, da qui, è possibile ammirare una suggestiva panoramica di molte cime alpine tra cui il Monte Rosa.

 

Questa affascinante montagna grazie ai suoi oltre quattromila metri raggiunti da Punta Dufour stupisce i suoi ammiratori quando assume la sua caratteristica colorazione rosa, un fenomeno che si verifica grazie alla rifrazione dei raggi del sole nell’atmosfera.

 

Il Monte Rosa detiene anche un altro record particolarmente curioso in quando ospita il rifugio più alto di tutta la catena delle Alpi con la Capanna Margherita, “appollaiata” su Punta Gnifetti a 4.556 metri prendendo il nome dalla Regina Margherita di Savoia che vi soggiornò nel 1893.

 

Altrettanto suggestiva è una delle cime alpine più caratteristiche, il Cervino (Matterhorn in tedesco), grazie al suo inconfondibile profilo caratterizzato da quattro pareti che gli conferiscono la sua pronunciata forma piramidale. Questa montagna è stata al centro di un vero e proprio giallo ad alta quota nel secolo scorso con due cordate di alpinisti impegnati nella sua conquista; un’impresa che, grazie alla sapiente regia di Quintino Sella, divenne un capitolo di storia della nuova Italia e il primo esempio di uso politico dello sport, come ha recentemente documentato Pietro Crivellaro in La battaglia del Cervino.

 

E tanta ancora è la suggestione che esercita al giorno d’oggi da essere la sede del Cervino Cine Mountain Festival, il Festival del cinema di montagna più alto d’Europa arrivato ormai alla sua ventesima edizione. Ma se il versante occidentale delle Alpi ospita questi tre “gioielli”, non è da meno la parte orientale con le vette del Trentino Alto-Adige.

E vengono subito in mente le meravigliose Dolomiti, uno dei complessi montani più apprezzati dal turismo nazionale e internazionale grazie alla sua regina, la Marmolada, ed alle Tre Cime di Lavaredo, le tre “dita” di dolomia più incantevoli per la forma e per il colore di questi enormi blocchi rocciosi.

 

Il fascino di queste montagne ha il suo corrispettivo in quella che viene considerata la “perla” delle Dolomiti, Cortina d’Ampezzo, una meta esclusiva immersa nella silenziosa contemplazione dei maestosi scenari del luogo. E la capacità d’attrazione di questi territori è testimoniata dal fatto che sia d’inverno che d’estate, migliaia di turisti accorrono in queste zone attirati dalle numerose stazioni sciistiche ma anche dalle malghe e i rifugi d’alta quota, dalla possibilità di fare trekking così come dai percorsi per le mountain bike.

 

Le Dolomiti detengono anche un singolare primato in quanto ospitano il museo più alto d’Europa, il Messner Mountain Museum, sito sul Plan de Corones ad oltre duemila metri di altezza. Dedicato alla cultura dell’alpinismo e a uno dei personaggi più noti della disciplina, Reinhold Messner al suo interno è possibile godere di una magnifica vista delle Dolomiti.

E, per stare in piena attualità, non è forse un caso che, all’indomani della rinuncia di Innsbruck a organizzare i Giochi Olimpici Invernali del 2026, proprio le Dolomiti si siano “candidate” a ospitare l’evento a cinque cerchi con il coinvolgimento delle province di Trento, Bolzano e Belluno. Ma se parliamo di montagne “da sogno” in Italia, non esistono solo le Alpi perché anche l’Appennino ha delle vere e proprie bellezze naturali.

 

Di questa catena montuosa che divide letteralmente in due il nostro Paese, spicca il Gran Sasso, il massiccio più alto dell’Appennino centrale. Secondo il celebre geografo Roberto Almagià, la denominazione “Gran Sasso” risalirebbe al Rinascimento, in un poemetto del 1636 di Francesco Zucchi di Montereale, in cui si fa riferimento al “Sasso d’Italia”.

Ma il massiccio abruzzese non è solo famoso per ospitare il Ghiacciaio del Calderone, il secondo ghiacciaio più a meridione d’Europa, poggiato all’interno di una conca e circondato dalle quattro cime del Corno Grande, ma anche per essere la sede del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga che, con 150.000 ettari di estensione, è uno dei più grandi d’Italia.

 

Al suo interno, è possibile trovare una grande varietà naturalistica, alcune tra le più suggestive visuali dell’intero Appennino e numerosi itinerari turistici tanto ché il Festival del Gran Sasso 2017 ha registrato un gran numero di visitatori grazie a 200 eventi organizzati da operatori turistici, associazioni, allevatori, produttori e coltivatori operanti su questo territorio. Infine, spostandoci più a Sud, ci imbattiamo nell’altra “perla” degli Appennini, la Sila, la più ampia area montana dell’Italia meridionale, situata nella zona centro-settentrionale della Calabria.

 

È un territorio straordinariamente ricco sia di flora che di fauna, tanto da esser diventata la decima Riserva della Biosfera italiana nella Rete Mondiale dei siti di eccellenza dell’UNESCO. La Sila ospita anche uno dei primi parchi nazionali in Italia, ufficializzato definitivamente con Decreto del Presidente della Repubblica il 14 novembre 2002, e al suo interno trovano spazio boschi e foreste miste di aghifoglie e latifoglie e cime popolate di numerose specie di animali sulle quali spicca, su tutte, il caratteristico lupo silano.

Foto: pxhere.com

Di: Redazione