Il circuito del Mugello

L’autodromo internazionale del Mugello si trova nel comune di Scarperia, un piccolo borgo dell’omonima valle, a circa 32 chilometri a nord di Firenze ed è di proprietà della Ferrari.

Il tracciato della pista misura 5.245 metri e, a detta di appassionati e addetti ai lavori, è uno dei più spettacolari di tutto il MotoGP. Ogni anno, ai primi di giugno, vi si tiene il Gran Premio motociclistico d’Italia.

Il circuito conta ben quindici curve e presenta il rettilineo più lungo di tutto il Moto mondiale che permette alle MotoGP di raggiungere altissime velocità. I lavori di costruzione del circuito iniziarono nel 1972 su un’area di 170 ettari, grazie all’iniziativa dell’Automobile Club di Firenze che aveva l’obiettivo di dare una sede più adeguata alle popolari competizioni motoristiche che si tenevano in zona. L’ing.

Gianfranco Agnoletto venne incaricato di progettare il nuovo tracciato e l’inaugurazione dell’impianto avvenne nel 1974. Nel 1988 il circuito venne acquistato dalla Ferrari e ben presto partirono i lavori di rifacimento dell’intera area motociclistica che venne così dotata di moderne infrastrutture pur senza modificare il tracciato originario della pista.

È da sottolineare come il circuito del Mugello non ha ospitato solamente gare di motociclismo in quanto, sin dal 1994, è stato designato come sede italiana delle competizioni di vetture turismo del Deutsche Tourenwagen Masters oltre a varie gare di automobilismo, quali Formula 2, Formula 3000, ITCC e Campionato FIA GT. Il Mugello è stato, infine, anche il luogo d’arrivo di tappa in due edizioni del Giro d’Italia, nel 1977 e nel 2007.

La caratteristica tecnica più saliente di tutto il tracciato è il rettilineo in salita lungo oltre un chilometro su cui le MotoGP da 990 cm³ riescono a raggiungere una velocità di circa 340 km/h e dove il pilota Andrea Iannone, durante l’edizione 2016, ha toccato l’impressionante punta di 354,9 km/h. Altre note  importanti del circuito sono gli impegnativi cambi di pendenza e le curve, veloci e tecniche, come l’Arrabbiata 1 e l’Arrabbiata 2.

Vi sono poi alcuni tornanti molto caratteristici del Mugello che ogni pilota deve affrontare con attenzione e abilità. In primo luogo, la Casanova-Savelli, una chicane destra-sinistra in un tratto di discesa che, interpretata al meglio, consente di effettuare un giro molto veloce; in secondo luogo, la curva San Donato, la prima insidia del tracciato, dov’è fondamentale “staccare” il più tardi possibile in quanto ci si arriva in piena velocità e dove, in pochi secondi, si scende a circa 110 km/h con una decelerazione di 1,5 g; infine la Bucine, una curva in discesa che, se ben condotta all’ultimo giro, consente al pilota di avere grosse possibilità di successo.

Il Mugello è un circuito impegnativo, molto tecnico e veloce, che esalta le qualità del pilota e del mezzo. Non serve avere solo tanto motore nei tratti di rettilineo e in salita ma anche la ciclistica deve essere messa perfettamente a punto per la varietà di curve che un centauro si trova ad affrontare.

Un’ultima annotazione va fatta in merito all’evoluzione del tracciato. In ossequio al miglioramento degli standard di sicurezza e pur mantenendo inalterato l’originario tracciato del 1974, sono state modificate sia la biglietteria, realizzata a forma di casco nel 2007, e il manto dell’asfalto, rinnovato nel 2011. Sempre nello stesso, poi, è stata realizzata la nuova tribuna centrale coperta, con una capienza di 4.500 posti (800 dei quali sovrastanti le curve Biondetti) e con, alla sua sommità, circa 3.000 pannell.

Di: Redazione